Il Financial Times: Berlusconi non è Mussolini ma è un pericolo.

LONDRA – «Un pericolo per l’Italia, un esempio deleterio per tutti». È quanto scrive il Financial Times in un editoriale in cui afferma che «nel futuro probabile dell’Italia non c’è il fascismo: Berlusconi chiaramente non è Mussolini, lui ha squadre di starlette e non di camicie nere».
«Ma il pericolo di Berlusconi è di un ordine diverso da quello di Mussolini – continua il quotidiano economico, ricordando come Repubblica sia diventata il giornale “più ostinato” nel porre al premier “le difficili domande sulla sua relazione con la teenager che vuole fare la starlette” – è quello dei media che rendono fatui i contenuti seri della politica e li sostituiscono con l’entertaiment. È quello di una inesorabile demonizzazione dei nemici ed il rifiuto di garantire basi indipendenti ai diversi poteri. È mettere una fortuna al servizio della creazione di un’immagine grandiosa, composta da affermazioni di successi senza fine e sostegno popolare». «Che egli sia così dominante è anche in parte colpa di una sinistra esitante, di istituzioni deboli ed a volte politicizzate, di un giornalismo che troppo spesso ha accettato un ruolo subalterno – conclude il Ft – ma soprattutto la colpa è di un uomo molto ricco, molto potente e sempre più spietato. Non un fascista, ma un pericolo in primo luogo per l’Italia ed un esempio deleterio per tutti».
Critiche a Berlusconi anche dall’Indipendent in un articolo intitolato «Una teenager potrebbe rovesciare Berlusconi?». Nell’ampio servizio, il corrispondente Peter Popham ricostruisce la storia che da un mese assorbe l’attenzione degli italiani: la relazione tra il premier e Noemi Letizia. «Berlusconi è stato colto a dire numerose bugie sulla relazione e rifiuta di spiegarle». E con le elezioni alle porte, scrive Popham, «la sua popolarità potrebbe essere in via di erosione». Particolarmente ora, che «rispettate figure della Chiesa cattolica» hanno cominciato ad attaccarlo.
Per l’Independent è sintomatico della «trivializzazione» della politica italiana che ora si chieda conto a Berlusconi «non per corruzione, non per connessioni con la mafia, ma per la sua relazione con una teenager». Vivere in Italia oggi, continua l’Independent, è «come essere intrappolati in un campo di lava che sta lentamente ma irreversibilmente scivolando giù da un pendio». Secondo il quotidiano, gli scandali di Mani Pulite, lungi dal portare alla nascita di una rivitalizzata “Seconda repubblica”, «hanno condotto a una “Era di Silvio” e al lento ma costante degrado delle istituzioni democratiche della nazione». L’avvertimento dell’Independent: se il primo ministro può «mentire così spudoratamente» sulla sua relazione con una teenager, allora l’Italia «è in pericolo».
Del caso Berlusconi si occupa oggi anche la stampa francese. «In Italia grande crisi attorno a una minorenne» titola con rilievo sulla homepage del suo sito Libération. E anche Paris Match ha un richiamo evidente: «Berlusconi impastoiato nella polemica». Le Monde punta su un titolo politico, in vista delle europee: « Berlusconi costretto a una campagna discreta» e, come il Nouvel Observateur, dedica un altro pezzo alla candidatura di David Sassoli, che «sfida» Berlusconi. Les Echos fa notare che Berlusconi è il solo leader a presentarsi come capolista.
Duramente critico El Pais, che oggi ha un editoriale, intitolato: «Berlusconi impunito», in cui afferma che la condotta politica e personale del primo ministro è una zavorra per la credibilità italiana. E Miguel Mora nella sua corrispondenza da Roma scrive: «Berlusconi prepara il contrattacco».
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