Il governo tedesco diviso su Opel. Marchionne solo 2 mila esuberi.

Nessuna delle tre offerte presentate per l’acquisto della Opel, garantisce «in modo sufficiente» che le risorse di bilancio del governo tedesco per questa operazione non vadano perse. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg (Csu), secondo quanto riporta l’edizione domenicale del tabloid Bild.
«Attualmente, sono state presentate tre offerte per la Opel», ha detto Guttenberg. «Ma questo non significa che una di esse debba avere effetto automaticamente e per forza di cose». «Prima – ha infatti sottolineato – dobbiamo avere la sicurezza assoluta che le notevoli risorse di bilancio che dobbiamo impiegare (per questa operazione) non vadano perse». E questa sicurezza, «dal mio punto di vista, attualmente non viene garantita in modo sufficiente da nessuna delle tre offerte», ha sottolineato il ministro riferendosi ai piani di Fiat, Magna e Ripplewood. Se queste «carenze dovessero rimanere – ha concluso Guttenberg -, un’insolvenza controllata sarebbe chiaramente la soluzione migliore, in quanto anche questa opzione aprirebbe delle possibilità per il futuro della Opel».
Il caso Opel, in ogni caso continua a dividere i principali esponenti della Grande Coalizione tedesca (Cdu-Csu/Spd) sia nel governo che tra i Laender, ovvero i governatori degli stati tedeschi federati, interessati alla vicenda per la presenza di impianti Opel nel loro territorio. «Consiglio a tutti di piantarla con queste chiacchiere su un’insolvenza della Opel», ha infatti detto, senza mezzi termini, il ministro degli Esteri e vice cancelliere Frank-Walter Steinmeier (Spd), rispondendo indirettamente al suo collega conservatore zu Guttenberg (Csu).
Steinmeier, che ha dichiarto sin dall’inizio di preferire una soluzione Magna-Sberbank-Gaz (cordata composta dal gigante austro-canadese della componentistica e dai due pleayer russi, la prima banca e il costruttore automobilistico) a Fiat. Non è un mistero che il vicecancelliere sia vicino da sempre all’ex cancelliere Gerhard Schroeder, che ha forti interessi a Mosca e presiede il consorzio Nord Stream incaricato di realizzare un grande gasdotto. Interpellato dall’agenzia di stampa Dpa, Steinmeier ha osservato che il governo deve mettercela tutta per salvare il maggior numero di posti di lavoro alla Opel «invece di occuparsi continuamente di nuovi fantasmi».
Marchionne: in Germania al massimo 2mila esuberi. La Fiat conta di mantenere almeno 23 mila dei 25 mila posti di lavoro Opel in Germania e «nel caso peggiore sarebbero al massimo 2 mila posti di lavoro a essere colpiti da un’integrazione di Opel in un gruppo unitario libero da debiti con la Fiat». Inoltre con le sinergie tra i due gruppi si avrebbe la possibilità di risparmiare 1,5 miliardi di euro che «consentiranno di restituire le garanzie statali entro 5 anni».
Lo ha assicurato l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne intervistato dalla «Bild am Sonntag» nel quale rassicura su quattro punti: gli esuberi, il rispetto delle normative sul lavoro, il piano pensionistico di Opel, la restituzione delle garanzie messe dallo stato tedesco. Per Marchionne il piano Fiat «soddisfa meglio di ogni altro tutti i criteri. Chiunque sappia far di conto, anche nel mondo politico, può verificarlo». Il manager Fiat, comunque , non nasconde che il progetto del Lingotto «incontra attualmente in Germania ancora alcune riserve». Sottolinea però che «diversamente dai nostri concorrenti, il nostro piano è un bastione contro l’esodo di tecnologia automobilistica dalla Germania e dall’Italia. Le nostre cifre sono oneste e non nascondono costi, che alla fine ricadrebbero sulle spalle dei contribuenti tedeschi».
L’ad del gruppo italiano spiega che sarebbero rispettate «tutte le norme sul diritto del lavoro esistenti in Germania, in particolare la legge aziendale e la mitbestimmung», che prevede lo stesso numero di rappresentanti dei lavoratori e della proprietà nel Consiglio di Sorveglianza di una società. Sul fronte economico – spiega ancora l’amministratore delegato – «i 4 miliardi di obblighi pensionistici di Gm Europe sono calcolati nel nostro piano di finanziamento e a differenza degli altri competitori». Inoltre «Fiat dispone di un sufficiente ed elevato cash-flow, superiore a 3 miliardi di euro all’anno. Oltre a ciò, ci sono 1,5 miliardi di euro di sinergie con Gm Europe, compresa Opel, che ci consentiranno di restituire le garanzie statali al massimo entro 5 anni».
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